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PUN, PSV e spread: come funzionano nelle offerte luce e gas

Nelle offerte indicizzate il prezzo della componente energia o gas può essere costruito partendo da un indice di mercato e aggiungendo uno spread definito dal venditore. Capire i tre elementi evita di confrontare formule diverse come se fossero lo stesso prezzo.

Fonti istituzionaliDefinizioni e regole verificate su ARERA e, quando pertinente, GME.
Niente classifica genericaLa convenienza dipende da consumi, prezzo, quote fisse e condizioni dell'offerta.
Collegato al calcolatorePuoi passare dalla teoria al confronto usando i tuoi dati reali.

1. Cos’è il PUN Index GME

Il GME definisce il PUN Index GME come indice di riferimento del mercato elettrico italiano. È collegato ai prezzi dell’energia scambiata sul Mercato del Giorno Prima e viene calcolato secondo le regole pubblicate dal Gestore dei Mercati Energetici.

Quando un’offerta luce è indicizzata al PUN, la formula contrattuale stabilisce come quel valore entra nel prezzo applicato al cliente e quale eventuale spread viene aggiunto.

2. Cos’è il PSV nelle offerte gas

PSV significa Punto di Scambio Virtuale ed è un riferimento utilizzato nel mercato del gas. Molte offerte variabili collegano la componente gas a un valore PSV previsto dalla formula contrattuale, aggiungendo eventualmente uno spread commerciale.

Attenzione: l’indice non coincide con il totale della bolletta e non coincide necessariamente con il prezzo finale della componente commerciale.

3. Che cos’è lo spread

Lo spread è il margine unitario previsto dal venditore in aggiunta all’indice, quando la formula dell’offerta lo prevede. Una formula semplificata può essere espressa come indice + spread, ma il contratto resta il riferimento per periodicità, unità di misura, eventuali correttivi e altre componenti.

VoceFunzione
PUN Index GMERiferimento di mercato per molte offerte luce indicizzate.
PSVRiferimento usato in molte offerte gas indicizzate.
SpreadValore aggiuntivo stabilito nelle condizioni commerciali.
Quota fissaImporto annuo o periodico indipendente dai consumi, se previsto.

4. Perché due offerte con lo stesso indice possono costare diversamente

Due offerte entrambe collegate al PUN o al PSV possono avere spread differenti, quote fisse differenti, bonus, durate o meccanismi di aggiornamento diversi. Di conseguenza non basta leggere “PUN” o “PSV” per stabilire quale sia più economica.

Il confronto deve applicare la formula completa allo stesso consumo annuo e separare chiaramente ciò che dipende dall’indice da ciò che resta fisso.

5. Dove trovare formula e condizioni

Il Box dell’offerta e i documenti contrattuali indicano se il prezzo è fisso o variabile e riportano la formula applicabile. La guida alla bolletta spiega dove trovare l’offerta attiva, la scadenza delle condizioni, i consumi annui e le altre informazioni necessarie al confronto.

6. Come usa questi dati un confronto corretto

OffertaLogica usa gli indici di mercato aggiornati quando una formula li richiede e mantiene separati prezzo unitario e quota fissa. Il risultato utile non è “quanto vale il PUN” preso da solo, ma quale costo annuo stimato produce l’intera formula sul consumo dell’utente.

Per capire anche il diverso profilo di rischio tra formule, consulta prezzo fisso o variabile.

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Fonti

Per definizioni e regole operative fanno fede le fonti istituzionali e i documenti contrattuali dell'offerta.